martedì 31 marzo 2015

Da Monopoli a Monopoly, intere generazioni ci hanno giocato.

Monòpoli è uno dei giochi più diffusi al mondo, tutti vi hanno giocato almeno una volta, cullando il sogno di diventare miliardari o perdendo tutto in investimenti avventati, c’è poi chi si affeziona a vie e stazioni, arrivando a dilapidare il patrimonio pur di poterle ottenere.

Per la storia, è Charles Darrow che nel 1933 inventa il gioco e, a causa del rifiuto della Parker Brothers di produrlo, in maniera autonoma lo stampa e distribuisce decretandone il successo; pare tuttavia che, precedentemente, giochi simili fossero già stati brevettati e venduti, senza raggiungere la popolarità di Monòpoli, brevettato 2 anni dopo la produzione.

In Italia arriva nel 1936 quando Arnoldo Mondadori riceve la possibilità di acquistare i diritti ma li cede ad alcuni suoi funzionari, che daranno vita all’Editrice Giochi per poterlo produrre in Italia e, nella traduzione, si ispireranno alle vie di Milano per quelle del gioco.




Da allora è stato un successo anche nel Belpaese e ne sono state pubblicate molte edizioni, anche per consolle; nel 2009 Editrice Giochi perde i diritti che passano alla Hasbro e, da quel momento, commercializza Monopoly, lasciando i precedenti detentori a mettere in vendita un gioco simile ma non dallo stesso successo, Metropoli.

  • Come si gioca a Monopoly
  • Quali sono le regole del gioco? 

Obiettivo del gioco è fare tanti soldi, arricchirsi il più possibile, creare un impero immobiliare da far invidia a Paperon de’ Paperoni e mandare tutti gli altri in bancarotta.

Il numero di giocatori è variabile, il minimo sono 2 mentre il massimo dipende dal fatto che un giocatore sia solo banchiere o anche concorrente, in questo caso 6, oppure 7, anche se i segnalini sono 8.

Dopo aver sistemato il tabellone, essersi accaparrati le pedine, scelto il banchiere (la banca detiene il denaro, paga premi e salari, incassa i soldi di tasse e multe, vende le proprietà, le case e gli alberghi, presta denaro), mischiato “Probabilità” e “Imprevisti”, distribuito il denaro (2 da 500, 4 da 100, 1 da 50, 1 da 20, 2 da 10, 1 da 5 e 5 da 1), ci si prepara a partire lanciando i dadi.

Chi ottiene il numero più alto parte per primo.

Sul tabellone si avanza del numero indicato dai dadi, in senso orario, e in base alla casella su cui ci si ferma si compiranno delle azioni perché, se la proprietà è di un altro giocatore si potrebbe dover pagare una tassa o un affitto.

Se la proprietà non è di nessuno, si potrà decidere di acquistarla dalla banca.

Quando si supera la casella del VIA si ritira una somma pari a 200 mentre, se lanciando si ottiene un numero doppio, si acquisirà la possibilità di rilanciare.

Al contrario, se si ottiene un numero doppio per 3 volte nello stesso turno si dovrà andare in prigione senza passare dal VIA!

Sulle proprie proprietà si potranno costruire case e alberghi e, se il proprietario possiede tutti i terreni dello stesso colore, l’affitto raddoppia così come aumenta, se il terreno è valorizzato da case e alberghi.

Nel caso in cui si capiti sulla casella delle stazioni, il valore dell’affitto varia in base al numero di stazioni detenute dal proprietario mentre, se un giocatore possiede sia la società dell’acqua potabile che quella elettrica, vedrà magicamente moltiplicarsi per 10 la quota che potrà richiedere.

Nel corso del gioco è possibile partecipare ad aste per acquistare proprietà che un giocatore non ha voluto, oppure, che non può più permettersi di mantenere; si possono vendere edifici, ipotecare le proprietà e, più in generale concludere affari con gli altri giocatori, sia per fermare il dissesto finanziario, sia per investire e arrivare al risultato, mandare gli altri in bancarotta, l’unico modo per vincere.

Tirando i dadi è possibile finire sulle caselle degli imprevisti o probabilità, in questo caso si pescherà la carta dal mazzo e si seguiranno le istruzioni poi, la carta andrà messa sotto a tutte le altre; in qualche caso (per esempio “Uscite gratis di prigione”), la si potrà tenere finché non arriverà il momento di utilizzarla.

Nel caso in cui si finisca in prigione, si potrà uscirne pagando una somma pari a 50 o attendere 3 turni.

Quando un giocatore dichiarerà la bancarotta, dovrà uscire dal gioco, pagare i creditori con tutti i soldi che è riuscito a raccogliere, consegnare le proprietà a giocatori che non riesce a pagare, restituire alla banca le proprietà ipotecate in modo che possa rimetterle all’asta, e restituire (se possedute) “Uscite gratis di prigione”.

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